Aug 17 2008
Le scarpe giuste per tutti i tipi di runners
Viste le numerose richieste di suggerimenti per scegliere le calzature più adeguate al proprio stile di corsa, pubblichiamo alcune interessanti macro categorie utili per barcamenarsi nella galassia dei vari Brand che caratterizzano il Podismo amatoriale e professionistico. Al termine dell’articolo
cerchiamo anche di fornire una descrizione delle differenti impostazioni del piede durante la corsa (pronazione, inversione, supinazione, …) per maggiore chiarezza.
Le scarpe per corridori si distinguono sulla base delle seguenti categorie (alcuni introducono una ulteriore categoria apposita per il running femminile):
A1: Superleggere
Le scarpe superleggere sono le più veloci. Di forma curva e di peso contenuto (massimo 250 grammi nella misura 9 US), presentano poco dislivello tra avampiede e tallone, sono quasi sempre piatte e con potere ammortizzante molto limitato. L’alleggerimento comporta inoltre una drastica riduzione dei vari sistemi di controllo del movimento per garantire ottima flessibilità, la massima libertà di azione ed una risposta reattiva. Sono particolarmente indicate per le gare su strada di atleti leggeri e veloci, vietate invece ai podisti lenti e pesanti e ai pronatori.
A2: Intermedie
Modelli da running della categoria intermedie sono compresi tra i 250 e i 290 grammi (nella misura 9 US). Queste scarpe presentano un buon compromesso tra ammortizzamento nel retropiede e flessibilità nell’ avampiede, e un dislivello medio tra tallone e avampiede. In alcuni casi sono dotate di supporti di controllo del movimento il cui intervento è comunque limitato. L’ammortizzamento è quasi sempre buono. Gli atleti più in forma e leggeri possono usare alcuni modelli di questa categoria anche per gli allenamenti. I podisti piu’ pesanti o meno veloci come scarpe da gara.
A3: Massimo Ammortizzamento
Alla categroria massimo ammortizzamento appartengono le scarpe da running di peso superiore ai 300 e inferiore ai 400 grammi, di forma dritta o semicurva, con un buon dislivello tra avampiede e tallone per salvaguardare tendini e articolazioni da infortuni. Questi modelli sono quelli piu’ usati dai podisti negli allenamenti e, di norma, sono i piu’ indicati per qualsiasi chilometraggio (da 2 a 100km a piacere). Sono l’ideale per gli atleti con appoggio neutro o in inversione (piede rigido). Inoltre, quasi tutti i corridori che utilizzano plantari personalizzati usano scapre di questa categoria.
A4: Stabili
Sono scarpe di peso compreso tra i 300 e i 400 grammi, a forma dritta, create per correggere l’eccesso di pronazione, ovvero per chi ha il piede piatto e tende a piegare le calzature all’interno. Resistono ai movimenti del piede sull’asse longitudinale mediano senza che si verifichi una deformazione permanente nella loro struttura verso l’interno. In alcuni modelli di peso contenuto si può trovare un buon compromesso tra ammortizzamento e stabilità. Tutte le scarpe di questa categoria sono decisamente sconsigliate ai supinatori, cioè ai corridori con piede rigido che appoggino il piede all’esterno.
A5: Trail Running
Adatte per il cosiddetto trial running: la corsa fuori strada che si pratica in completa libertà sui viottoli di campagna, i sentieri dei boschi, i greti dei torrenti, le dune del deserto. Le calzature di questa categoria sono infatti dei piccoli carri armati, leggeri ma indistruttibili, capaci di garantire il massimo della prestazione anche sui fondi maggiormente scivolosi e difficili. La calzata deve essere perfetta, il piede non deve assolutamente “ballare” e la scarpa deve dare la sensazione di massima tenuta.
A6: Walking
Le scarpe da walking sono confortevoli ed equipaggiate con una suola dotata di buona aderenza. In particolare, quando il percorso è su sterrati o in pendenza, aiutano ad assecondare la rullata del piede, sostenendolo e ammortizzandolo.
A7: Chiodate
La categoria chiodate e specialistiche racchiude tutte le scarpe studiate espressamente per le diverse specialità dell¹atletica leggera che si possono praticare in uno stadio, ovvero i salti, le corse, i lanci. Vi troviamo quindi le scarpe da triplo, da disco e da velocità, ma anche le chiodate da alto, da lungo, da mezzofondo, e da giavellotto.
Cerchiamo ora di chiarire i termini pronatore e supinatore.
Quando il peso del corpo, dopo la fase di volo, si scarica sul terreno l’arco plantare tende a cedere verso l’interno, con un effetto ammortizzante grazie alla trasformazione di questa energia meccanica in energia elastica che viene restituita per l’impostazione del passo successivo.
Questo effetto, che viene definito come pronazione fisiologica (cedimento verso il lato interno del piede) è caratteristico del tipo di appoggio normalmente chiamato neutro. Quando questa pronazione è superiore a quella estensione considerata normale si definisce il runner come iperpronatore, quando, invece, il meccanismo descritto risulta deficitario rispetto all’ampiezza fisiologica parleremo di “appoggio in inversione” o di “atteggiamento supinato” o di “piede rigido”.
Questi diversi tipi di appoggio richiedono una concezione di scarpa diversa che deve tendere se non a correggere ad “aiutare” l’eventuale difetto, garantendo al piede la migliore biomeccanica possibile per evitare la così detta patologia da sovraccarico funzionale che può riguardare sia le strutture direttamente coinvolte nell’appoggio come l’unità funzionale caviglia-piede (tendinopatie achillee, tibiali e dei peronei, fasciti plantari e metatarsalgie) sia strutture più lontane come ginocchio, anca e rachide.
Esiste una prova semplice da realizzare denominata “Test sul Bagnato”. Dopo aver inumidito il piede, appoggiatelo sopra un foglio di carta e scendete. Osservatene quindi la forma per verificare a quale delle tre seguenti assomiglia di più.
Genericamente, se l’impronta è “magra” (tallone ed avampiede sono collegati da una linea sottile) non siete dei pronatori. Se invece l’impronta è “grassa” (tallone ed avampiede sono un tutt’uno) probabilmente siete un pronatore.
ARCO NORMALE (MEDIO)
Se vedete circa metà del vostro arco siete un “Normale pronatore”.
E’ l’impronta di un runner che è biomeccanicamente efficiente e non ha bisogno di scarpe della categoria massimo controllo. Avete il vantaggio di poter calzare qualsiasi altro tipo di scarpa dalle stabili, con moderato supporto all’arco alle ammortizzanti/neutre senza supporti addizionali se siete un corridore leggero con arco normale; oppure le ritmi veloci/gara, di poco supporto ma più leggere, e quindi più adatte a correre veloce.

ARCO PIATTO (BASSO)
Se vedete l’immagine completa, o quasi, della vostra pianta sei probabilmente un “Iperpronatore”. Avete bisogno di scarpe stabili che sono il meglio per una lieve o media pronazione, oppure modelli massimo controllo che hanno degli accorgimenti che garantiscono un maggiore supporto all’arco plantare e risultano indicati per i grandi iperpronatori, così come per i runner più pesanti (sopra gli 80kg).

ARCO ALTO
Se vedete appena il vostro tallone, la zona anteriore del tuo piede e una sottile striscia sul lato esterno, possedete un arco alto.
Ciò significa che probabilmente siete un “Ipopronatore o Supinatore”.
Le scarpe più adatte per un supinatore sono le ammortizzanti/neutre, dotate di un’intersuola morbida che facilita la pronazione.
E’ di vitale importanza che le scarpe di un supinatore non abbiano alcun sistema stabilizzante che riduca o controlli la pronazione.

Non resta che augurare a tutti una buona corsa !
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quali sono le scarpe che ha utilizzato bolt nei 100 e nei 200 piani?
qualcuno di voi lo sa?
che marca sono?
ciao
E’ sponsorizzato dalla Puma. Dopo il record dei 100 alle olimpiadi di Pechino ha tolto le scarpe, inscenato un balletto caraibico e ha mostrato le scarpe indicando la scritta che si è fatto ricamare sopra: Ugo 100 m Beijing (Ugo è il suo soprannome in atletica)
Vi segnalo un evento interessante sul Fitness e Sport di moltissime categorie a Torino dal 9 all’11 Gennaio 2009. Si chiama Torino Winter Park.
Qui trovate maggiori dettagli:
http://www.sportechblog.com/rubriche/%EF%BB%BF%EF%BB%BF090101-torino-winterpark/
Ciao
Fabrizio