15.06.2009 Riabilitazione con resistenza elastica

RIABILITAZIONE CON RESISTENZA ELASTICA: TEST ISOMETRICO E RINFORZO MUSCOLARE  NELLA PREVENZIONE DELLE LESIONI GLENO-OMERALI

Ing. F. Grazzini- Easytech , Firenzeres
Poletti  J.H  – Shoulder Tech , Forlì

Introduzione
Nell’epoca dei computer esiste una semplice  metodica  per la riabilitazione e l’allenamento che ancora mantiene inalterata la sua validita’: la resistenza elastica.
Gli esercizi con resistenza elastica possono essere utilizzati per il recupero del tono-trofismo muscolare di tutti i distretti corporei e per la rieducazione di numerose patologie.
La versatilita’ della metodica ne consente l’impiego in vari campi: dall’ortopedia alla mediicna dello sport, dalla terapia occupazionale alla geriatria.
Anche in questo settore la tecnologia ha fatto i suoi passi e dalle camere d’aria utilizzate alle olimpiadi di Roma del ‘60 dai ginnasti giapponesi siamo passati all’utilizzo di elastici in lattice a varia resistenza fino ad arrivare ai tempi recenti in cui sono disponibili attrezzature meccaniche ed elettroniche che consentono di  effettuare non solo esercizi basati sugli elastici ma anche di effettuare valutazioni e test sulle forza espressa e di controllare con adeguata precisione  la progressione dei carichi e del lavoro di rinforzo.

Caratteristiche peculiari
La resistenza elastica ha caratteristiche particolari che la differenziano da tutti gli altri tipi di resistenza. I sistemi elastici hanno una caratteristica di resistenza espressa dalla legge di Hooke: F= K x L,  dove la forza necessaria (F) è proporzionale al prodotto fra  la costante elastica (K) caratteristica della banda elastica  ed il suo allungamento (L).
In altre parole si può affermare  che esiste un incremento lineare della resistenza all’aumentare della lunghezza dell’elastico.
Nel lavoro di potenziamento con gli elastici, quindi, l’intensita’ massima del carico corrisponde alla tensione finale degli elastici


stessi; ciò significa che il “dosaggio” del carico in relazione alle capacità articolari del paziente avviene automaticamente ed in questo senso si può parlare del carico elastico come di un vero “carico accomodante”.
Un’altra lettura della legge di Hooke ci dimostra come l’esercizio contro resistenza elastica avvenga in progressione lineare del carico ovvero non esistano inerzie da vincere negli istanti iniziali o variazioni subitanee di forza conseguenti al cambiamento di vantaggio delle leve biomeccaniche.
Lavorare in assenza di inerzia del carico, come è facile intuire, significa poter sviluppare velocità di esecuzione più elevate e variazioni di accelerazione più rapide a vantaggio del lavoro pliometrico e della ricerca sempre auspicata della capacità di esprimere forza nel minor tempo possibile.
Le semplici considerazioni espresse ci convincono sulla efficacia e la bontà del lavoro con gli elastici che tende a favorire un approccio moderno alla riabilitazione e all’allenamento che non è fatto solo di forza e resistenza ma anche e soprattutto di coordinazione e controllo neuromuscolare.
Risulta peraltro evidente come la metodica si caratterizzi per la difficolta’ di quantificare con precisione l’entita’ del carico dello sforzo massimale e , di conseguenza, anche della sua percentuale, come invece viene fatto facilmente utilizzando i pesi o altri sistemi di rinforzo come la isocinetica.
Esistono, in linea di massima, due metodi per la valutazione dell’intensita’ dell’esercizio con elastici: uno si basa sulla percezione dello sforzo ricavabile dalla frequenza cardiaca, l’altro dal  numero di ripetizioni eseguite prima di raggiungere l’affaticamento muscolare.
Di recente, ad opera della Easytech di Firenze,  sono diventati disponibili  alcuni strumenti meccatronici basati sull’uso della resistenza elastica e  in grado di fornire al paziente in tempo reale un feed-back acustico e visivo  sulla forza, sugli angoli e sugli altri parametri significativi delle grandi articolazioni, in particolare della spalla.

TEST ISOMETRICO E RINFORZO CON RESISTENZA ELASTICA NELLA PREVENZIONE DELLE LESIONI DI SPALLA (esperienza)

Numerosi sono i sistemi di valutazione utilizzati per poter quantificare, classificare e misurare i prerequisiti funzionali della spalla come: mobilità, forza, coordinazione, “dolore”, ecc. L’equilibrio muscolare rappresenta un presupposto fondamentale per il mantenimento di un buono stato di salute delle diverse articolazioni del corpo; aspetto così importante da non poter essere rilevato in modo sommario. Già da tempo la tecnologia ci ha fornito di macchinari in grado di quantificare scientificamente i valori di forza e resistenza posseduti dal soggetto. Questa valutazione fornisce i dati utili per la successiva strutturazione di  un protocollo specifico per ogni singolo paziente.
Grazie all’utilizzo di un macchinario dotato di cella di carico e di resistenze elastiche (Dynatorq Easytech Borgo S. Lorenzo Italy) abbiamo condotto una ricerca su un gruppo di 16 persone. Ci siamo orientati verso una valutazione isometrica, piuttosto che quella isocinetica, per le migliori capacità che questo tipo di test ha di adattarsi a tutti i soggetti e a tutte le patologie ortopediche della spalla.

Criteri d’inclusione
Sono state individuate 16 persone, 8 uomini e 8 donne, età minima 25 età massima 35, peso minimo 72 kg, massimo 87 Kg, tutti i pazienti con arto dominante Dx e  praticanti sport over head a livello professionistico o semiprofessionistico , in assenza di patologie di spalla. La scelta dei pazienti è stata rivolta verso persone che non presentano patologie di spalla in atto, poiché l’obiettivo principale  nel nostro studio, è la prevenzione delle lezioni d’articolazioni gleno-omerale per mezzo della valutazione di forza dei gruppi muscolari intra ed extrarotatori. Sappiamo che la maggiore incidenza di lesioni della spalla è causata da un disequilibrio di questi muscoli,che portano una instabilità della articolazioni, successivamente  aumenta la probabilità di danni.

Materiali e metodi
Tutti i pazienti hanno eseguito il test sulla stessa macchina (Dynatorq Easytech); il test, a sua volta, è stato condotto dal medesimo operatore. Sono stati valutati i muscoli intra ed extrarotatori da stazione eretta con braccio addotto e gomito flesso a 90° . Il valore di riferimento consiste nel picco massimo di forza rilevato durante una spinta isometrica di 5 sec.  condotta prima in intra e poi in extra a tre diversi gradi di rotazione: -20°,  0°,  +20°.
Osservazione: L’arto dominante è più forte di un 10 – 15%, i muscoli intra sono piu forti degli extra di un 55 – 65%.

Considerazioni
Abbiamo trovato deficit  di forza dei RE in 6 atleti nei diversi angoli utilizzati nello studio, 1 atleta con deficit di forza dei RI, 1 atleta con equilibrio muscolari bilaterale, tutti gli atleti avevano il braccio dominante più forte , nella norma.
Dopo 3 settimane di rieducazione attraverso esercizi di forza muscolare con resistenza elastica e ginnastica  propriocettiva con Dynatorq gli Atleti rivalutati hanno riscontrato un miglioramento dell’equilibrio  di tali muscoli e della funzionalità dell’articolazione gleno-omerale.
Nella nostra pratica quotidiana i dati raccolti rappresentano un significativo punto di riferimento, per il trattamento conservativo e post-chirurgico dei pazienti affetti da dolore di spalla. Per orientarsi l’operatore necessita di valori di riferimento, sui quali basarsi per un confronto tra i risultati espressi dal paziente con sintomatologia clinica in corso, rispetto alla persona asintomatica. I valori principali sono rappresentati da:
– Picco massimo di forza sia degli intra che degli extrarotatori
– rapporto esistente tra intra ed extrarotatori dello stesso braccio
– forza presente nel braccio dominante rispetto al controlaterale.

All’inizio del terzo millennio, con specifico riferimento alla forza e alla resistenza, non possiamo ancora basarci su sensazioni soggettive offerte dall’opposizione manuale dell’operatore, o da diversi sistemi empirici; nasce il bisogno di dare dei dati scientifici riproducibili e per questo attendibili.

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